Smackdown: Hans Reiser v. Annamaria Franzoni.
23 Maggio 2008, h. 03:11[ crossposto in funzione di archivio, che l'asphalto è caotico. ]
Di Annamaria Franzoni sapete tutto, compresa la sua passione per le maschere di bellezza al grasso di vacca, la lacrima facile alla Brooke Logan o l’insano affetto per il suo nipotino.
Di Hans Reiser, invece, probabilmente non sapete nulla, quindi ve lo presento. Nato nel 1963, Hans Thomas Reiser (per gli amici Hans Reiser) sarebbe potuto essere un insigne asphaltita, ma la sua ritrosia ad imparare la lingua italiana ci hanno finora privato della sua compagnia su questo phoro. Hans Reiser, visto in faccia, potrebbe essere scambiato per l’uomo della strada ma, a differenza di quest’ultimo, si è distinto per aver diretto fin dal millenovecentonovantasette la Namesys1, società che fornisce supporto ai file system ReiserFS e Reiser4.
Cosa accomuna Hans Reiser e Annamaria Franzoni? Beh, entrambi non sono il mio tipo, entrambi hanno meno di 50 anni, ed entrambi sono stati condannati per un omicidio commesso entro le mura domestiche. La Franzoni avrebbe ucciso il figlioletto Samuele; Hans Reisen, visto la prole destinata alla mattanza era con la loro nonna a mangiare torte di mele e giocare agli indiani, avrebbe fatto secca la quasi ex-moglie Nina, nota Nenasha. Ah, dimenticavo: entrambi si sono sempre dichiarati innocenti. In effetti, i due casi presentano parecchie analogie. Una cosa, però, rende il caso Reiser più complicato del delitto di Cogne: il corpo di Nina Reiser non è mai stato trovato.
1 il link punta a wikipedia perché il sito della Namesys è attualmente down.
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Nina Reiser fu vista per l’ultima volta il 3 settembre 2006 e fu dichiarata ufficialmente scomparsa due giorni dopo. La sua macchina fu segnalata alla polizia il 9 settembre, piena di buste della spesa ma desolatamente vuota di cadaveri. Ciononostante la polizia, il 9 ottobre, decise di considerare il caso non più come una scomparsa ma come un omicidio, arrestando Hans Reiser. Perché? Momento, ora ci arrivo.
In effetti il quadro probatorio contro Hans Reiser, al 9 ottobre, non era particolarmente ricco. I classici vicini che non si fanno i cazzi loro avevano segnalato sue attività sospette alla polizia - quelle classiche attività tipo «non so, sa faceva delle cose…». Più importante è il fatto che insieme a Nina Reiser scomparve anche la macchina di Hans Reiser. Evidentemente la polizia aveva dei sospetti, oltre a questi elementi che, comunque, non gridano certo OMMIODDIOÈSTATOLUIÈUNPAZZOASSASSINOOOOOOOO. Tuttavia, gli sbirri non ritennero opportuno rendere pubblici tali sospetti all’udienza per la custodia dei figli di Reiser: praticamente, testimoniarono contro Reiser senza addurre motivazioni plausibili (sì, in certi Stati degli US e in particolari circostanze la pula può comportarsi così). Altri elementi contro Reiser:
- sangue di “qualcuno”2 nella sua macchina, ritrovata dagli sbirri, e in casa sua;
- assenza del sedile del passeggero nella macchina di Reiser;
- presenza, nella suddetta macchina, di due testi sull’omicidio acquistati da Reiser pochi giorni dopo la scomparsa di Nina (che, voglio dire, anche lui un minimo di buon senso…)
Nonostante questo quadro probatorio definibile come «bwahahahahmavaffanculo», Hans Reiser fu arrestato, tradotto in custodia cautelare senza cauzione - si sa mai che facesse sparire un altro sedile - e mollato dall’avvocato Horowitz3, cazzutissimo avvocato ebreo il quale, per non smentire la fama dei giudei worldwide, giustificò l’abbandono del caso col fatto che Reiser non poteva permettersi di pagargli la parcella. Assistito dal nuovo avvocato, William Du Bois, Reiser si presentò in udienza per dichiararsi non colpevole e chiedere il rito abbreviato. Come la Franzoni, again.
Fasi salienti delle udienze preliminari:
- un perito prova che del sangue rinvenuto su una borsa di Hans Reiser apparteneva a Nina;
- la prova viene dichiarata inutilizzabile per vizio di procedura;
- la polizia trova un set di attrezzi di cui ignoro la definizione in italiano che sarebbero stati usati per rimuovere il sedile del passeggero dall’auto di Reiser, probabilmente col cadavere/sangue di Nina sopra;
- un vigile urbano testimonia di aver fermato Hans Reiser nove giorni dopo la scomparsa di Nina e che il sedile era al suo posto, apparentemente lindo e pulito;
- uno sbirro testimonia che una notte Reiser, sorvegliato dalla polizia, avrebbe posto in essere una sorta di contro-sorveglianza insieme a un amico, facendosi seguire in vari giri del cazzo per poi farsi lasciare a un angolo, cambiare macchina, fermare un adolescente nano al grido di “Gimme 40 bucks or I’ma kill ya” e tornare a casa di sua mamma lasciando la macchina lontano dalla casa stessa;
- il giudice chiede allo sbirro “non è che Reiser è andato a cena e poi si è fatto un giro con l’amico e vi siete fatti tutto un viaggio nella vostra testa?”;
- lo sbirro risponde “beh, sì, in effetti sono andati a cena, però poi hanno fatto mille giri, cercavano di seminarci se devi tornare a casa perché farti scarrozzare per due ore per poi farti lasciare a metà strada dove guarda caso c’è una macchina ferma di cui tu hai le chiavi?”;
- l’avvocato Du Bois si alza dicendo “obiezione, il teste formula congetture”;
- il giudice accoglie l’obiezione;
- il figlio di Reiser non compare a testimoniare perché bloccato in Russia dalla nonna materna e dal fatto che a 12 anni viaggiare da soli è un po’ un dito nel culo;
- il sostituto procuratore si fa portare il figlio di Reiser a testimoniare con l’accordo di rispedirlo al volo in Russia per farcelo rimanere;
- viene fuori che Nina Reiser prima di scomparire aveva fatto prendere la cittadinanza russa ai figli senza dire un cazzo al marito;
- il marito la prende male; ci resta ancora peggio quando viene rinviato a giudizio.
Davanti al giudice Don Clay Reiser si dichiarò di nuovo non colpevole. Il suo avvocato presentò un pacco di mozioni del cazzo, a scopi esclusivamente dilatori. In più, la scelta dei giurati4 richiese mesi, alla faccia del rito abbreviato. In compenso, l’arringa di apertura del sostituto procuratore durò “solo” tre giorni. Il sostituto procuratore chiese alla giuria di condannare Reiser5. L’avvocato Du Bois aprì suggerendo alla giuria che, stante l’assenza del catafero, Nina potesse essere in Russia, viva e vegeta a godersi vodka e caviale con i suoi figli brand new russians. Nell’arringa finale, lo stesso Du Bois propose direttamente alla giuria di condannare Reiser per omicidio volontario, «se davvero siete sicuri che Nina sia morta e che Hans l’abbia uccisa». Strategia processuale curiosa: probabilmente era un modo sottile per ricordare alla giuria l’esistenza di un ragionevole dubbio grande così.
Purtroppo, trattandosi di giuria popolare - probabilmente scelta tra persone di basso livello culturale e altamente emotive - sarebbe stato meglio per l’avv. Du Bois pronunciare molto lentamente, ad alta voce e aiutandosi con dei cartelloni le parole REASONABLE DOUBT piuttosto che ricorrere a raffinati artifizi retorici: Hans Reiser, infatti, è stato condannato a 25 anni di galera.
2 dove “qualcuno” sta per “non abbiamo idea di chi cazzo sia questo sangue, non possiamo nemmeno dire se è della moglie o meno”.
3 si prega di notare il nome a dominio.
4 nel sistema giuridico americano la scelta dei giurati è un procedimento lungo e complesso, nel quale i potenziali giurati devono compilare un ricco questionario in cui, sostanzialmente, mettono a nudo la loro coscienza con domande tipo: sei favorevole alla pena di morte? no? sicuro? e se uno stupra tua figlia? ancora no? e se uno la stupra e poi la uccide? sempre no, eh? e se uno la stupra e la uccide ma non prima di averti legato a una sedia in modo da costringerti a osservare l’intera scena? no?!? ma scusi, lei vuole bene a sua figlia? a proposito, che squadra tifa? cosa pensa di o.j. simpson? di jessica simpson? di homer simpson? non guarda la tv? ma scusi, lei è un democratico? sì? non sarà mica anche negro? e roba così.
5 altra differenza col nostro sistema giuridico è che negli US la pubblica accusa chiede alla giuria di formulare un verdetto di colpevolezza, ma non propone alcuna pena. Peraltro, è statisticamente raro che in caso di colpevolezza la giuria non affibbi il massimo della pena.
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Si tratta dunque, come nel caso Franzoni, di una condanna fondata prevalentemente su indizi, se possibile ancor più controversi: se, da un lato, abbiamo un bambino con la testa aperta che vomita sangue prima di morire, di Nina Reiser non è stato mai trovato il corpo. Di conseguenza, mentre sappiamo che Samuele Lorenzi è stato ucciso a colpi di *qualcosa*, della dinamica dell’omicidio di Nina Reiser non sappiamo nulla. Per forza: non sappiamo nemmeno se è morta. L’ipotesi formulata dall’avv. Du Bois su una Nina Reiser in minigonna, stivali e marmocchi a San Pietroburgo è poco più di una provocazione: un figlio ha testimoniato, e conoscendo quanto possono essere stronze le cross-examination di un processo US è da escludere che il fanciullo possa vivere con la madre in Russia e aver testimoniato su una mamma scomparsa senza contraddirsi. Oh, poi tutto è possibile, i bambini sono tremendi e l’istinto materno è addiritura più forte del reiki, ma allora torna plausibile anche la possibilità che in 8 minuti una persona possa introdursi in una villetta, spogliarsi, indossare un pigiama e un paio di zoccoli, massacrare un bambino, togliersi il pigiama, togliersi gli zoccoli, uscire dalla villetta e chiudere la porta. Tecnicamente è possibile, ma tecnicamente nulla mi vieta di prendere un pallone e affondarlo con due mani su un canestro posto a tre metri e cinque centimetri da terra. Solo che in dodici anni non mi ci sono mai avvicinato. Mah.
Ancora: non si è mai capito se il sangue trovato nella macchina di Reiser fosse della moglie o no. Peraltro, trovato quando? Il verbale degli sbirri è stato smentito dal vigile urbano. È vero, è stato trovato sangue di Nina su una borsa di Hans. Ma Nina e Hans sono stati sposati, le tracce di sangue non sono state datate, e la fretta degli sbirri di incastrare Hans è stata tale da invalidare l’ammissione della prova. Il diritto alla difesa e a un giusto processo, nonostante Guantanamo e l’esistenza delle giurie popolari gridino il contrario, sono tenuti in alta considerazione negli US. E comunque, anche in Italia abbiamo regole ferree per l’ammissione delle prove. Sgarra, e te la bruci. Ingiusto? Maybe, ma si tenga conto che inquirenti e indagato/imputato hanno diversi poteri investigativi. È vero che in Italia il ruolo dell’avvocato difensore in questo senso è stato recentemente riformato garantendogli maggiori poteri - ancora lontani, comunque, dai poteri garantiti all’avvocato difensore nel sistema US; ma non si dimentichi che da un lato, comunque, c’è un giurista, mentre dall’altro c’è gente che investiga per professione.
Sostanzialmente Riformulo:
A quanto ho letto, il caso Reiser potrebbe diventare un case-study del funzionamento della giustizia penale negli Stati Uniti. Un sistema in cui il giudice è sostanzialmente un arbitro del procedimento e assume un ruolo di mero controllo sull’osservanza del rito e delle rispettive prerogative di District Attorney e avvocato difensore. La decisione spetta alla giuria, che è composta da uomini e donne comuni e sul cui procedimento di composizione si potrebbe parlare per decenni senza raggiungere un compromesso accettabile, soprattutto in un paese di civil law quale è - e ne sono orgoglioso - l’Italia. La ratio dell’istituto della giuria, in soldoni, è quella di “umanizzare” l’applicazione del diritto attraverso un filtro emozionale dato, appunto, dal rimettere la decisione a non-professionisti del diritto [in realtà, avvocati e giuristi potrebbero in teoria far parte di giurie, ma ne vengono regolarmente esclusi per evitare che si trovino a decidere su un caso in cui è coinvolto un avvocato amico o un rivale (e vista la frequenza e l'importanza dei processi simulati nelle università americane, l'ipotesi di trovarsi davanti un avvocato che ti sta sul cazzo fin da quando avevi 20 anni non è così remota)].
Il paragone col caso Reiser aiuta a capire perché, al di là del “colpevole/non colpevole” che, allo stato attuale, non può più essere altro che un’opinione soggettiva, la sentenza Franzoni pone più di una perplessità riguardo l’iter che ha portato alla condanna a 16 anni. Personalmente ritengo che la decisione della Cassazione sia stata corretta - fermo restando che aspetto di leggerla e potrei anche cambiare opinione; ciò che lascia dubbi è la decisione della Corte d’Assise d’Appello, posto che si potrebbe argomentare (non io, secondo me si tratta di una sentenza sostanzialmente corretta) che la condanna a 16 anni e la concessione delle attenuanti generiche siano state soprattutto un modo per attenuare una condanna in primo grado tutto sommato eccessiva, alla luce della perizia psichiatrica che ha rilevato i disturbi di personalità di Annamaria Franzoni e, soprattutto, di un quadro probatorio lacunoso.
Ciao, vado a dormire. Viva Reiser e viva Linux.
Francesco Storace HotPwned. [da Idiocrazia.com]
27 Aprile 2008, h. 23:13Ne sono così orgoglioso che mi autolinko.
Quando ci vuole, ci vuole.
Del perché non vinceremo mai. [Think Different™]
21 Aprile 2008, h. 12:41Cronaca della conversione di un utente Windows alla religione del dio Mac. [da Ars Technica].
Anche Murdoch ha Sky piratato.
21 Aprile 2008, h. 09:50No, non è vero. Ha solo pagato fior di hackers per sabotare una società produttrice di smart-card che faceva concorrenza alla sua NDS. Ora va a processo, e songo tutti cazz’ sua.
[da Wired]
Munkypot ci lascerà lo stipendio.
21 Aprile 2008, h. 01:22Visto il successo di Marvel Zombies1, la Marvel ha deciso di darci dentro e pubblicare una nuova miniserie. Leggi tutto il post »
I Monty Python e le lollate galatiche.
18 Aprile 2008, h. 00:54Lo so che è vecchio, ma fa sempre lollare di gusto.
Star Wars in town.
17 Aprile 2008, h. 02:45
Di Cedric Delsaux. Le altre immagini della serie sono sul suo sito. Che è in flash, quindi niente link diretto.
Ipse Dixit.
15 Aprile 2008, h. 14:08«Berlusconi ha vinto di 10 punti percentuali, la sinistra e’ praticamente scomparsa: bel risultato ha raggiunto Veltroni» [Oliviero Diliberto]
Non avete capito una sega, ragazzi miei.
Vendetta, tremenda vendetta.
8 Aprile 2008, h. 15:54L’ennesima dimostrazione del mio teorema. In Inghilterra tutto funziona alla perfezione solo finché tutto funziona alla perfezione. Ne sa qualcosa Vittorio Zucconi.







